Quasi 200 anni di storia
Il Camussot è già citato nel 1817, ma il suo nome prende importanza nel dicembre 1874, quando Alessandro Martelli e Luigi Vaccarone vi pernottarono prima di compiere l’ascensione all’Uja di Mondrone, salita memorabile che segnò l’inizio dell’alpinismo invernale italiano. A quell’epoca era ancora una modesta locanda di montagna, con un unico ambiente al pian terreno che fungeva da cucina e sala da pranzo e alcune gelide stanze al piano superiore.

Nei decenni successivi il Camussot si trasforma nel Grand Hotel Belvedere, e la sua importanza cresce fino a farne uno dei luoghi simbolo dell’alpinismo torinese. Nell'inverno del 1896 i pionieri dello sci Italiano, l’ingegnere svizzero Adolfo Kind ed il tenente d’Artiglieria di Montagna Luciano Roiti, partirono dal Camussot per compiere le prime discese con gli sci; i loro nomi vengono registrati nel libro d’oro dell'Albergo.



Nel corso degli anni il libro degli ospiti, ora conservato per il suo valore storico presso il Museo Nazionale della Montagna di Torino, continua ad arricchirsi di firme importanti: il Camussot è un hotel prestigioso durante la belle époque, un ritrovo alla moda negli anni Venti e Trenta, punto di riferimento di importanti manifestazioni sportive e culturali.
Nel registro si leggono i nomi di molti personaggi dell’alpinismo italiano ed europeo, insieme alle testimonianze del passaggio di illustri esponenti della società Italiana, come la Regina Margherita ed il principe ereditario Umberto di Savoia, del mondo della cultura, Giosuè Carducci, dello spettacolo, come Eleonora Duse, e della scienza, Guglielmo Marconi.

L’Antico Albergo Camussot riapre oggi completamente ristrutturato, nel solco della sua grande storia. Per gli appassionati della tradizione, della natura, della montagna. Per chi ama la camera di charme, ma anche per chi cerca un rifugio semplice e confortevole. Per entrambi l'occasione di vivere un’esperienza indimenticabile.


Il Camussot in una cartolina illustrata d'epoca.